La Liguria dà il meglio quando la si attraversa per piccoli salti: un centro storico in pietra, una passeggiata vista mare, un sentiero tra le terrazze, poi di nuovo un borgo compatto e vivo. Questa guida raccoglie i 10 borghi più belli della Liguria con un taglio pratico, cioè non solo da cartolina ma davvero utili per scegliere dove andare, cosa aspettarsi e come combinarli in un itinerario sensato. Io li ho selezionati pensando a tre cose: bellezza del paesaggio, qualità della visita e possibilità di abbinarli a cammini, mare o un weekend lento.
Dieci tappe liguri tra mare, pietra e sentieri
- La selezione privilegia borghi che funzionano bene sia come visita breve sia come base per esplorare i dintorni.
- Alcuni sono perfetti per il mare e i panorami, altri per l’entroterra e i caruggi più autentici.
- Se ami il trekking, qui trovi diversi punti di partenza utili per camminate brevi o giornate outdoor più strutturate.
- I periodi migliori restano primavera e inizio autunno, quando luce e affollamento sono più equilibrati.
- Nei borghi più piccoli conviene quasi sempre muoversi a piedi e lasciare l’auto fuori dal centro.
Come ho scelto questi dieci borghi
Non la leggo come una classifica assoluta, perché in Liguria il concetto di “più bello” cambia molto a seconda di cosa cerchi: mare, quiete, sentieri, pietra o vista aperta. Secondo I Borghi più Belli d’Italia, la regione concentra diversi centri storici di grande interesse; la Regione Liguria valorizza a sua volta molti borghi marinari e di entroterra. Io, però, li guardo con un criterio più concreto: quanto sono riconoscibili, quanto si visitano bene e quanto aggiungono valore a un viaggio reale.
Per questo ho evitato la lista troppo “da cartolina” e ho scelto luoghi che restituiscono davvero l’identità ligure: vicoli stretti, case addossate, dislivelli netti, viste improvvise sul mare e, spesso, un rapporto molto stretto con i sentieri. È proprio qui che la Liguria diventa interessante: non basta guardarla, bisogna anche muoversi dentro il suo paesaggio.
Con questo criterio in mente, i borghi sotto diventano più di una semplice sequenza di nomi: sono tappe utili per capire come viaggiare bene in regione. E da qui conviene passare alla selezione vera e propria.

I dieci borghi da vedere almeno una volta
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Portovenere. È uno dei luoghi più forti da un punto di vista scenico: mare, roccia, case alte e un centro che si legge tutto in pochi minuti, ma senza risultare banale. Io lo sceglierei soprattutto se vuoi unire passeggiata sul porto, centro storico e una gita verso il verde e i panorami dell’area circostante.
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Vernazza. Tra i borghi delle Cinque Terre è quello che spesso resta più impresso per il suo piccolo porto e per l’impatto immediato tra case, scogliera e salita. Funziona benissimo se ti muovi in treno e vuoi alternare visite brevi a camminate panoramiche.
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Manarola. Qui la componente paesaggistica è fortissima: terrazze, colori netti, un profilo compatto e una sensazione di verticalità che rende il borgo quasi teatrale. Lo vedo come una tappa ideale per chi cerca il lato più fotografico della costa ligure e non teme un po’ di affollamento nei periodi migliori.
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Camogli. È un borgo marinaro vero, elegante senza diventare finto, con una passeggiata sul mare che invita a fermarsi più del previsto. Per me è una base eccellente se vuoi salire verso i sentieri del promontorio di Portofino e poi tornare a cena con un ritmo molto più rilassato.
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Noli. Ha un centro storico compatto, una forte identità medievale e una posizione che permette di restare vicino al mare senza perdere il carattere di borgo antico. È una scelta intelligente se cerchi un posto meno “urlato” dei nomi più celebri, ma ancora molto solido dal punto di vista paesaggistico.
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Finalborgo. Qui il fascino non è solo estetico, ma anche funzionale: il borgo è uno dei migliori punti d’appoggio per chi ama outdoor, arrampicata e trekking nel Finalese. Io lo considero una tappa strategica, perché unisce un centro storico ben conservato a un territorio che offre molto appena esci dalle mura.
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Tellaro. Piccolo, raccolto, affacciato sul Golfo dei Poeti, ha quella misura giusta che rende piacevole la visita anche quando non vuoi fare programmi troppo rigidi. È perfetto se cerchi atmosfera, quiete e un paesaggio marino più intimo rispetto ai luoghi più famosi.
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Cervo. Qui la posizione conta tantissimo: il borgo sembra quasi sospeso sopra il mare e il risultato è una delle immagini più riconoscibili della Riviera di Ponente. Lo consiglio a chi ama i centri storici in pietra e le visite brevi ma molto dense dal punto di vista visivo.
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Apricale. È uno dei borghi dell’entroterra che meglio raccontano la Liguria delle colline e dei vicoli stretti, con una struttura compatta e un paesaggio più silenzioso rispetto alla costa. Se vuoi aggiungere una componente di cammino leggero e di paesaggio rurale, qui trovi una scelta molto equilibrata.
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Dolceacqua. Il borgo colpisce subito per il suo disegno medievale e per il rapporto diretto tra pietra, ponte e centro storico. È una tappa molto utile perché riesce a essere bella, leggibile e memorabile anche in mezza giornata, senza bisogno di forzare nulla.
Se dovessi fare una sintesi rapida, direi che Portovenere, Camogli, Vernazza e Manarola raccontano la Liguria di mare; Finalborgo, Apricale e Dolceacqua mostrano la sua parte più storica e raccolta; Noli, Cervo e Tellaro stanno in mezzo, con un equilibrio riuscito tra paesaggio e dimensione umana. E questo ci porta alla domanda più pratica: quali scegliere in base al viaggio che hai in mente?
Quali scegliere in base al tipo di viaggio
Qui io ragiono in modo molto semplice: non tutti cercano la stessa Liguria. C’è chi vuole un colpo d’occhio sul mare, chi cerca un weekend lento e chi, invece, vuole usare il borgo come base per camminare. Per evitare scelte casuali, questa tabella aiuta a orientarsi.
| Obiettivo | Borghi da considerare | Perché funzionano |
|---|---|---|
| Mare e panorami | Portovenere, Vernazza, Manarola, Tellaro, Cervo | Hanno un impatto visivo forte e restituiscono subito l’immagine classica della Liguria costiera. |
| Trekking e outdoor | Camogli, Portovenere, Finalborgo, Noli | Si prestano bene come base per sentieri, crinali e giornate da alternare tra cammino e centro storico. |
| Entroterra autentico | Apricale, Dolceacqua, Finalborgo | Offrono pietra, vicoli, ritmi più lenti e un paesaggio meno turistico ma molto coerente. |
| Weekend romantico | Tellaro, Portovenere, Cervo | Sono piccoli, scenografici e facili da vivere senza correre da una tappa all’altra. |
| Prima visita in Liguria | Portovenere, Camogli, Dolceacqua | Danno subito un’idea molto chiara della varietà regionale: mare, borgo vivace e entroterra. |
Se vuoi una regola pratica, io ne sceglierei sempre almeno uno di mare e uno di entroterra: è il modo più efficace per capire davvero la regione. Dopo aver capito cosa cercare, resta solo da evitare gli errori logistici più comuni.
Quando andarci e come muoversi senza perdere tempo
Il punto debole di molti viaggi in Liguria non è il borgo, ma la gestione dei tempi. Io terrei come finestre migliori la primavera e l’inizio dell’autunno, quando la luce è buona e i paesi si vivono con più calma. In piena estate, invece, conviene scegliere le ore più comode, cioè mattina presto o tardo pomeriggio, soprattutto nei borghi più noti della costa.
- Usa il treno quando ha senso. Nelle zone più frequentate del Levante spesso è più pratico dell’auto, soprattutto se vuoi vedere un solo borgo e camminare con calma.
- Lascia l’auto fuori dai centri più stretti. Nei caruggi e nei nuclei storici la manovra è scomoda e spesso inutile.
- Porta scarpe stabili. Le salite in pietra, i gradini e i dislivelli sono parte dell’esperienza, non un dettaglio secondario.
- Non sovraccaricare la giornata. Due borghi ben vissuti valgono più di quattro tappe viste di corsa.
- Considera il borgo come base, non come punto finale. Molte volte il bello comincia appena esci dal centro storico e imbocchi un sentiero o un belvedere.
Questa impostazione è particolarmente utile se vuoi un viaggio coerente con il carattere della Liguria: piccoli spostamenti, pause brevi e tanta attenzione al paesaggio. Da qui nasce anche il modo migliore di costruire un itinerario sensato.
Un itinerario che funziona davvero tra costa e entroterra
Se avessi pochi giorni, non cercherei di fare tutto. Io costruirei il viaggio per coppie di borghi, così ogni tappa ha un senso preciso e non diventa una corsa da foto veloce. La combinazione più efficace è quasi sempre questa: un borgo di mare e uno dell’entroterra, oppure un centro più noto e uno più tranquillo per bilanciare il ritmo.
- Per un primo assaggio: Portovenere + Tellaro, così resti sul Golfo dei Poeti ma con due atmosfere diverse.
- Per il lato più iconico: Vernazza + Manarola, meglio se ti muovi in treno e lasci spazio alle soste panoramiche.
- Per un taglio più lento: Apricale + Dolceacqua, con tempo per vicoli, piazze e viste sulle colline.
- Per chi vuole outdoor vero: Camogli + Finalborgo, perché mare e sentieri qui si parlano benissimo.
Se devo chiudere con un consiglio concreto, è questo: scegli meno borghi, ma vivili meglio. La Liguria rende molto di più quando la guardi con calma, tra pietra, mare e dislivelli brevi ma continui. E proprio lì, più che altrove, si capisce perché questi dieci luoghi restano tra i più belli da vedere in Italia.