La ciclabile di Imperia è uno di quei percorsi che funzionano bene perché uniscono mare, città e ritmo lento senza chiedere troppo allenamento. Qui non si pedala solo per spostarsi: si attraversa un pezzo di Riviera costruito sull’ex ferrovia, tra gallerie, accessi al mare, borghi costieri e punti in cui vale la pena fermarsi davvero. In questa guida trovi il quadro pratico del percorso, i tratti che conviene scegliere e i dettagli che fanno la differenza quando vuoi trasformare l’uscita in un itinerario outdoor fatto bene.
Le informazioni essenziali prima di partire
- Il tracciato costiero di Imperia nasce dal recupero del vecchio sedime ferroviario: è in gran parte pianeggiante e adatto anche a famiglie.
- Il tratto storico della Riviera dei Fiori misura circa 24 km tra San Lorenzo al Mare e Ospedaletti; con l’estensione verso Borgo Prino si arriva a circa 33 km complessivi.
- Nel 2025 il Comune di Imperia ha aperto integralmente il segmento cittadino, lungo circa 9 km.
- Il collegamento verso Diano Marina passa dal tracciato dell’Incompiuta e nel 2026 risulta ancora legato a interventi e verifiche locali.
- Il momento migliore per pedalare è tra primavera e inizio autunno; in estate conviene uscire presto o nel tardo pomeriggio.
- Io la considero più una ciclovia panoramica che una pista sportiva: rende al meglio quando la si percorre senza fretta.
Perché questo tratto costiero funziona così bene
La ragione principale è semplice: qui la costa ligure è stata letta nel modo più intelligente possibile. Invece di inventare un tracciato artificiale, si è recuperato il vecchio sedime ferroviario e lo si è trasformato in un corridoio lento, continuo e leggibile. Il risultato è un percorso che segue il mare da vicino, ma senza il caos del traffico.
Io trovo che il valore del tratto imperiese stia proprio in questo equilibrio. Da un lato hai la dimensione urbana, con Imperia che alterna Oneglia e Porto Maurizio; dall’altro hai la parte più paesaggistica, con il profilo della costa, le aperture sul blu e i passaggi in galleria che raccontano bene la morfologia ligure. È un itinerario che fa capire, meglio di tante spiegazioni, quanto spazio abbia inciso la geografia tra promontori, spiagge e rilievi ripidi.
Il fatto che il percorso sia condiviso tra pedoni e ciclisti, e che si sviluppi in entrambe le direzioni, lo rende accessibile a chi cerca una uscita rilassata, non una performance. E proprio per questo, se vuoi viverlo bene, la scelta del tratto giusto conta quasi quanto la pedalata in sé. Da qui ha senso capire quale segmento conviene fare in base al tempo disponibile.

Quale segmento scegliere in base al tempo che hai
Se devo consigliare un solo criterio, parto dal tempo. Non tutti i tratti danno la stessa esperienza, e forzarli tutti nello stesso schema spesso porta solo a una corsa senza soste. Io la leggerei così: segmento breve per una mezza giornata leggera, tratto più lungo per chi vuole un itinerario costiero completo, collegamenti verso Diano Marina solo se hai verificato lo stato aggiornato del cantiere o del raccordo.
| Itinerario | Distanza indicativa | Per chi lo sceglierei | Nota pratica |
|---|---|---|---|
| Imperia urbana e Borgo Prino | Circa 9 km | Famiglie, uscite brevi, chi parte dal centro o arriva in auto | Comodo per una pedalata lenta con sosta mare o aperitivo finale |
| Imperia, San Lorenzo al Mare e Ospedaletti | Circa 33 km complessivi | Chi vuole il tracciato costiero più completo e panoramico | Richiede più tempo, ma è il segmento che racconta meglio la Riviera dei Fiori |
| Golfo dianese fino ad Andora | Circa 7 km | Chi cerca un tratto corto, regolare e poco impegnativo | Secondo il Turismo di Diano Marina, fa parte della Ciclovia Tirrenica Riviera dei Fiori |
| Imperia e Diano Marina lungo l’Incompiuta | Tratto in integrazione | Chi vuole seguire il collegamento più scenografico verso levante | Nel 2026 conviene controllare gli aggiornamenti locali prima di partire |
Se hai una sola mezza giornata, io punterei sul tratto cittadino di Imperia e su Borgo Prino. Se invece vuoi una pedalata che abbia davvero respiro, allora ha più senso allungarsi verso San Lorenzo al Mare e, se hai gambe e tempo, fino a Ospedaletti. Una volta scelto il segmento, il passo successivo è organizzare bene orari, attrezzatura e rientro.
Come organizzo una pedalata senza intoppi
La prima cosa da decidere è l’orario. In estate partirei presto, idealmente prima delle 9:00, oppure nel tardo pomeriggio, quando la luce è più morbida e il calore si abbassa. In primavera e inizio autunno hai più libertà, ma anche lì io preferisco le ore centrali solo se il vento è debole e non hai in programma troppe soste in spiaggia.
La seconda cosa è il punto di accesso. Borgo Prino è uno degli ingressi più comodi, anche perché il Comune di Imperia ha realizzato qui un Bike Park con area dedicata al parcheggio. È una scelta pratica se arrivi in auto e vuoi iniziare senza perdite di tempo. Se invece vuoi combinare la ciclovia con una visita urbana, Imperia centro e Porto Maurizio restano il miglior punto di partenza per mescolare bici, centro storico e lungomare.Per l’equipaggiamento non serve molto, ma quello che serve va preso sul serio:
- Acqua: almeno 1 litro a persona per un’uscita breve, 1,5-2 litri se pedali in piena estate.
- Luci: utili nelle gallerie e nei passaggi meno illuminati.
- Protezione dal sole: cappellino leggero se ti fermi spesso, crema e occhiali.
- Una giacca leggera: nelle gallerie e nei tratti esposti al vento la temperatura cambia in fretta.
- Scarpe comode: il percorso invita a scendere spesso dalla bici per foto, mare e soste nei borghi.
Un dettaglio che molti sottovalutano è il ritmo. Questa non è una tratta da fare “di corsa”: dà il meglio quando alterni pedalata e pausa. Ed è proprio nelle soste che il percorso smette di essere solo una ciclovia e diventa un itinerario vero.
Cosa vedere davvero lungo il tracciato
Il bello del percorso costiero di Imperia è che non offre solo mare: offre una sequenza di micro-paesaggi diversi. Io consiglio sempre di non guardarlo come un rettilineo unico, ma come un insieme di tappe brevi che hanno ciascuna una funzione precisa.
- Imperia Oneglia: è il volto più dinamico della città, quello dei porti, delle botteghe e delle soste più facili. Se vuoi mangiare bene senza allontanarti troppo dal tracciato, qui trovi il contesto più comodo.
- Porto Maurizio e Parasio: sono la parte più scenografica dal punto di vista urbano. La salita al borgo antico non fa parte della ciclovia, ma la combinazione tra bici e centro storico aggiunge qualità all’uscita.
- Borgo Prino: è un passaggio utile e strategico, soprattutto per chi entra o esce dal tracciato. Qui la pista si percepisce bene come cerniera tra città e costa.
- San Lorenzo al Mare: è uno dei punti più puliti e leggibili del percorso storico. Da qui la ciclovia si muove in modo molto lineare e la percezione del mare diventa quasi continua.
- Santo Stefano al Mare, Riva Ligure e Arma di Taggia: sono tappe che danno il senso della Riviera abitata, non solo osservata da lontano. Qui il percorso vale anche come esperienza di costa vissuta, con spiagge, locali e passeggiate a livello del mare.
- Sanremo e Ospedaletti: qui il tracciato acquista una dimensione più ampia e turistica. È il tratto che consiglio a chi vuole chiudere la giornata con una vera traversata panoramica.
Se devo essere netto, il tratto più interessante non è quello che “fa più chilometri”, ma quello che ti permette di fermarti senza perdere il filo. Il percorso è forte quando lo usi per leggere la costa, non solo per macinare distanza. E qui arriviamo al punto che, di solito, genera gli errori più comuni.
I limiti reali e gli errori da evitare
Il primo errore è partire dando per scontato che tutti i raccordi siano sempre aperti. Nel 2026 il collegamento verso Diano Marina lungo l’Incompiuta resta il punto più delicato: il Turismo di Diano Marina indica un’integrazione del tratto nel progetto e una riapertura attesa entro giugno 2026, ma io controllerei comunque gli aggiornamenti locali il giorno stesso. Questo vale ancora di più se stai costruendo un itinerario di andata e ritorno senza margini di deviazione.
Il secondo errore è sottovalutare i tratti in galleria. Anche se il percorso è semplice, i cambi di luce, il vento e il passaggio ombroso possono creare fastidio se non hai luci o se pedali troppo velocemente senza attenzione. Il terzo è trattare la ciclovia come una pista sportiva: il fondo e il contesto invitano a un ritmo turistico, non aggressivo, e condividere lo spazio con i pedoni richiede un minimo di disciplina.
C’è poi un limite più sottile, ma importante: questa non è una ciclabile per chi cerca sterrato, dislivello o difficoltà tecniche. Se vuoi trail, sentieri o MTB vera, sei nel posto sbagliato. Qui la qualità sta nella continuità del mare, nella facilità del percorso e nella possibilità di cucirci intorno una giornata lenta. È una scelta ottima, ma va capita per quello che è, non per quello che non promette.
Ed è proprio qui che sta la differenza tra una semplice uscita e un itinerario ben riuscito: usare la pista come asse principale e aggiungervi intorno una sosta, un borgo, un pranzo o una breve passeggiata nel centro storico.
Il modo più sensato di viverla nel 2026
Se dovessi riassumere la mia lettura del percorso in una sola frase, direi questa: il tratto costiero di Imperia dà il meglio quando lo scegli per ciò che ti offre davvero, non quando cerchi di forzarlo in un programma troppo pieno. Un giro breve tra Borgo Prino e il mare basta per una mezza giornata rilassata; una traversata più lunga fino a Ospedaletti diventa invece una vera esperienza di Riviera, da fare con pause e senza fretta.
Nel 2026 io lo considererei uno dei modi più efficaci per conoscere Imperia e il suo fronte mare: pedali, osservi, ti fermi, mangi qualcosa di semplice e ti accorgi che il paesaggio cambia più di quanto sembri a prima vista. Se vuoi completare la giornata in modo coerente, abbina la bici a una passeggiata nel Parasio o a una sosta a Oneglia: sono i due luoghi che più aiutano a capire l’identità della città, tra mare, storia e vita quotidiana.