Ecco cosa serve sapere prima di partire
- È un litorale selvaggio, dove il paesaggio cambia dal tavolato interno alle falesie a picco sul mare.
- Cala Goloritzé è la meta simbolo per chi ama camminare: 3,6 km, 513 metri di dislivello, circa 1 ora e mezza in discesa e 2 ore per il ritorno.
- Molte cale si apprezzano meglio via mare, ma alcune restano più belle proprio perché non sono immediate da raggiungere.
- Servono pianificazione e attrezzatura adatta: scarpe da trekking, acqua abbondante, partenza presto e attenzione al vento.
- Il periodo più equilibrato è in genere primavera o inizio autunno, quando caldo e affollamento sono più gestibili.
Perché questo tratto della Sardegna colpisce così tanto
Se devo sintetizzarla, la forza di questo litorale sta nel contrasto. Il Supramonte arriva quasi fino al mare, il carsismo ha scavato grotte, archi e canaloni, e le rocce calcareo-dolomitiche disegnano un paesaggio verticale che non somiglia a una spiaggia qualsiasi. Io la leggo come una costa da capire prima con gli occhi della geologia e poi con quelli del bagno.
Qui la roccia non fa da sfondo, ma da struttura portante. Pedra Longa, con la sua guglia alta 128 metri, è uno dei punti più facili da leggere a colpo d’occhio: ti fa intuire subito che questo tratto non è fatto per essere consumato in fretta. Anche le pareti che arrivano a circa 500 metri sopra il mare, i pianori interni e le insenature riparate spiegano perché le cale siano così scenografiche e, allo stesso tempo, così selettive. Ed è proprio questa selezione che rende utili le differenze tra le singole spiagge.

Le cale che vale la pena conoscere da vicino
Per non perdere tempo, io distinguerei subito le tappe più note in base al modo in cui si vivono davvero. Alcune sono perfette per chi vuole camminare, altre danno il meglio dal mare, altre ancora funzionano soprattutto come belvedere naturali. La tabella sotto ti aiuta a scegliere senza idealizzare tutto allo stesso modo.
| Luogo | Come si raggiunge | Perché conta | A chi la consiglierei |
|---|---|---|---|
| Cala Goloritzé | A piedi dal Golgo, con accesso regolato; il percorso classico misura 3,6 km e ha 513 metri di dislivello | Arco naturale, pinnacolo calcareo e acqua trasparente | Escursionisti e fotografi che accettano un impegno vero |
| Cala Mariolu | Più semplice via mare; da terra il sentiero è impegnativo e adatto solo a chi ha esperienza | Sassolini chiari, mare netto e sensazione di costa ancora molto selvaggia | Chi vuole fare il bagno e lo snorkeling senza sottovalutare l’accesso |
| Cala Biriola | Via mare oppure a piedi dal Golgo attraversando il bosco omonimo | Baia raccolta, acqua limpida e profilo molto protetto | Chi cerca una cala meno esposta e più intima |
| Piscine di Venere | In gommone, in circa mezz’ora da Santa Maria Navarrese o Cala Gonone | Turchese netto, tratto scenografico e fondali che invitano a fermarsi | Chi vuole un mare spettacolare con una sosta breve ma intensa |
| Pedra Longa | Accesso stradale e sentieri, più comodo rispetto alle cale isolate | È il grande segnale geologico della costa, non una semplice spiaggia | Chi ama panorami, trekking e lettura del paesaggio |
Se la tua priorità è il bagno, Mariolu e le Piscine di Venere sono tra le scelte più immediate; se invece vuoi sentire la costa sotto i piedi, Goloritzé e Biriola cambiano proprio il ritmo della giornata. Da qui in avanti conta il modo in cui ti organizzi, non solo la meta.
Come organizzare l’accesso senza perdere mezza giornata
La differenza tra una bella giornata e una giornata stancante si gioca quasi sempre prima di partire. Su questo tratto di costa io ragionerei in due modi: o la vivi dal mare, con una minicrociera o un gommone, oppure la affronti a piedi, scegliendo un solo obiettivo ben preciso invece di accumulare tappe impossibili.
Se punti ai sentieri
Il riferimento classico è il percorso dal Golgo a Cala Goloritzé: 3,6 km, 513 metri di dislivello, circa 1 ora e mezza in discesa e 2 ore per tornare su. Nel 2026 l’accesso è regolato e conviene verificare disponibilità e ticket prima di salire; il costo indicato è di 7 euro. È un itinerario fattibile, ma solo se lo tratti come un’escursione vera.
- Scarpe: meglio suola scolpita, niente sandali o scarpe lisce.
- Acqua: io ne calcolerei almeno 2 litri a persona, di più con caldo forte.
- Orario: parto presto, perché ombra e temperatura cambiano molto durante la mattina.
- Attese: il sentiero è evidente, ma non è un cammino rilassato; il rientro pesa più della discesa.
Leggi anche: Baia di Riaci: Arriva senza stress (e trova parcheggio!)
Se preferisci il mare
Per Mariolu, Biriola e le Piscine di Venere la barca è spesso la soluzione più intelligente. I punti di partenza più usati sono Santa Maria Navarrese, Arbatax e Cala Gonone, e in giornate di mare mosso conviene essere flessibili, perché il tratto cambia molto con il vento. La barca ti fa risparmiare energie, ma non ti solleva dalla necessità di scegliere bene il giorno.
- Vento e mare: controllali sempre, soprattutto se pensi a un gommone o a più soste.
- Snorkeling: utile, ma solo se il mare è davvero calmo e trasparente.
- Servizi: non dare per scontati bar, ombrelloni o bagni su ogni cala.
- Programma: una o due soste ben fatte valgono più di una traversata spezzettata in troppe tappe.
Capire questo ti evita l’errore più comune, cioè trattare tutta la costa come se fosse una sola esperienza uniforme. Ed è qui che entra in gioco il momento dell’anno.
Quando andarci per trovare il rapporto giusto tra luce, caldo e folla
Dal punto di vista pratico, la finestra più equilibrata va da aprile a giugno e da settembre a ottobre. In questi mesi il caldo è più gestibile, i sentieri si fanno meglio e il mare resta in genere piacevole; se vuoi camminare senza partire all’alba con l’ansia del caldo, sono i periodi che io considero più intelligenti. Luglio e agosto funzionano, ma solo se accetti partenze molto anticipate e un’affluenza decisamente più alta.
Per la fotografia, mattino presto e tardo pomeriggio sono i momenti migliori: la luce radente disegna meglio gli archi di roccia e alleggerisce i contrasti del calcare bianco. Quando soffia il maestrale, invece, il mare può cambiare faccia in poche ore e alcune uscite via acqua diventano meno comode. Non è un limite secondario, è uno dei fattori che decide davvero la qualità della giornata. E proprio per questo conviene evitare gli errori che rovinano l’esperienza senza accorgersene.
Gli errori che fanno perdere il meglio della costa
Qui gli sbagli più frequenti sono sempre gli stessi, e sono quasi tutti evitabili. Io li metto in ordine di impatto, perché spesso non sono i grandi problemi a creare fastidio, ma le piccole sottovalutazioni ripetute.
- Partire troppo tardi: il sole batte forte, il caldo sale e il ritorno pesa di più.
- Usare calzature sbagliate: su sentieri sassosi o scalinati la stabilità conta più dell’estetica.
- Portare poca acqua: su un’escursione vera 2 litri a persona sono un riferimento prudente, non un eccesso.
- Immaginare servizi ovunque: molte cale sono ancora selvagge e lo restano volutamente.
- Volere vedere tutto in un solo giorno: qui la saturazione uccide il piacere più in fretta della fatica.
Se correggi questi cinque punti, la qualità della visita sale subito. Il resto è una questione di ritmo, e il ritmo giusto in questo tratto è quasi sempre più lento di quanto immagini all’inizio.
Come vivere questo tratto di costa senza correre
Se avessi poco tempo, farei una scelta netta: una sola cala principale, un belvedere o un tratto di costa da fotografare con calma, e nessuna corsa tra tappe troppo lontane. È così che questa zona restituisce il meglio: quando la vivi come un territorio verticale, non come un elenco di spiagge.
- Se ami il trekking, punta su Goloritzé o sul Golgo e lascia spazio al rientro.
- Se vuoi mare e quiete, scegli un’uscita in barca con poche soste ben selezionate.
- Se ti interessa la geologia, fermati sui punti panoramici e guarda il rapporto tra falesia, altopiano e baie.
In questo tratto di Sardegna funziona quasi sempre la stessa regola: meno fretta, più consapevolezza. Ed è proprio questo che trasforma una semplice giornata al mare in un’esperienza che resta impressa.