Tra il Verbano, il Cusio e i bacini più tranquilli del Canavese, il Piemonte offre camminate molto diverse tra loro: alcune sono passeggiate quasi urbane, altre salgono su promontori, altre ancora seguono antiche mulattiere con vista continua sull’acqua. In questa guida metto ordine tra i percorsi più utili, indicando quali scegliere in base a tempo disponibile, difficoltà, stagione e logistica. Io cerco sempre itinerari che abbiano un rapporto equilibrato tra fatica e panorama, perché in zona lago è facile sottovalutare salite brevi ma costanti.
I laghi piemontesi danno il meglio quando il percorso è scelto su misura, non per fama
- Per un primo assaggio puntare su Orta, Mergozzo o Piancavallo evita di sprecare energie in trasferimenti inutili.
- Se vuoi una giornata intera l’Anello dei Laghi di Avigliana resta una delle opzioni più semplici da leggere sul territorio.
- Se cerchi vista e storia il Sacro Monte di Orta e la Linea Cadorna sul Lago Maggiore funzionano molto bene.
- In primavera e autunno i sentieri rendono meglio; d’estate conviene partire presto.
- Scarpe con grip, acqua e una traccia offline fanno più differenza di quanto sembri.
Perché i laghi piemontesi funzionano bene per camminare
Qui il paesaggio non resta mai piatto troppo a lungo. Si parte spesso da una riva facile, si attraversano centri storici, poi arrivano una collina morenica, un bosco di castagni, una mulattiera e infine un belvedere che cambia completamente la lettura del lago. È proprio questa alternanza a rendere interessanti le escursioni lacustri: non stai solo "girando intorno all’acqua", stai leggendo il territorio strato dopo strato.
Un punto che io considero decisivo è il dislivello, cioè i metri di salita complessivi: nei percorsi di lago spesso sembra poca cosa, ma 200 o 300 metri distribuiti su un tracciato breve possono pesare più di una salita continua. La mulattiera, per esempio, è un vecchio tracciato in pietra o terra battuta: di solito è comodo da seguire, però dopo la pioggia può diventare scivoloso e va preso con un minimo di prudenza.
Nel caso del Lago d’Orta il quadro è particolarmente ricco: il sito ufficiale parla di oltre 500 km di sentieri tra lago e monti, e il dato spiega bene perché lì si possano costruire uscite molto diverse, da una semplice passeggiata panoramica a un trekking più articolato. Io leggo questa abbondanza in modo molto pratico: non serve fare tanto, serve scegliere bene. E da qui ha senso passare ai percorsi che consiglierei davvero.

I percorsi che consiglierei per un primo weekend
Qui non metto tutto: metto quello che, secondo me, copre i casi più utili. Se vuoi una camminata breve con una forte resa visiva, una mezza giornata ben spesa o un anello più lungo ma leggibile, questi sono i nomi che terrei in cima alla lista.
| Itinerario | Dati essenziali | Perché lo scelgo |
|---|---|---|
| Anello dei Laghi di Avigliana | Circa 6 ore, difficoltà facile | È la scelta più solida se vuoi una giornata intera senza grandi complicazioni tecniche. Sul terreno è semplice, ma il tempo richiesto non è banale. |
| Sentiero Azzurro tra Mergozzo e Montorfano | 3 km solo andata, 1-3 ore, facile/turistico, 150 m di dislivello | Breve, molto panoramico e con un finale preciso. Lo consiglio quando vuoi un’uscita corta ma con un obiettivo chiaro, sapendo però che il rientro va organizzato. |
| Sacro Monte di Orta e Isolino San Giulio | 4,5 km, 2 ore, 142 m di dislivello | È il compromesso migliore tra cammino leggero, paesaggio e valore storico. Per me è uno dei percorsi più equilibrati dell’area. |
| Monte Mesma dal Lago d’Orta | Circa 6 km andata e ritorno, difficoltà media, alcuni tratti in salita | Qui il bosco entra davvero nella scena. Lo sceglierei se vuoi una mezza giornata più "escursionistica" e meno da passeggiata sul lungolago. |
| Piancavallo, Morissolo e Morissolino sul Lago Maggiore | 6,5 km, 2 ore, 245 m di dislivello | Il portale ufficiale del Lago Maggiore lo segnala come percorso a piedi adatto anche alle famiglie. Io lo apprezzo per il panorama ampio e per il richiamo alla Linea Cadorna, che dà al cammino una componente storica in più. |
Se hai più tempo, esiste anche il Grand Tour del Lago d’Orta: 115 km distribuiti in 5 tappe. Non è il classico percorso da inserire in una giornata, ma è interessante perché mostra bene come il lago possa diventare un vero cammino di più giorni, non solo una cornice scenica.
Da qui, il passaggio successivo è capire quale di questi itinerari ha senso per il tuo livello e per il tempo che hai davvero a disposizione.
Come scegliere l’itinerario giusto in base al tuo livello
Io separo sempre le uscite in base a quattro profili, perché "bello" da solo non basta. Un itinerario può essere splendido ma sbagliato per il tuo ritmo, per la tua compagnia o per l’orario in cui parti.
Se hai solo mezza giornata
Qui punterei su Orta o su Piancavallo. Il primo è più culturale e compatto; il secondo è più panoramico e leggermente più fisico. Se invece vuoi un tratto molto breve e lineare, Mergozzo funziona bene, ma solo se hai già previsto come tornare indietro senza perdere tempo.
Se cammini con bambini o con ritmi diversi
In questo caso io preferisco i percorsi facili ma leggibili, non quelli che "sembrano corti" e poi si allungano. L’Anello dei Laghi di Avigliana è adatto proprio per questo, ma va considerato come uscita di mezza giornata o giornata piena, non come passeggiata veloce. Per chi cerca qualcosa di ancora più morbido, il Lago di Candia ha una dimensione più tranquilla e naturalistica: non ti offre il colpo di scena di una cima, ma ti restituisce bene il lato lento del Piemonte lacustre.
Se vuoi un percorso allenante
Io guarderei al Monte Mesma, a Piancavallo-Morissolo-Morissolino oppure al Grand Tour dell’Orta, se hai più giorni. Qui la differenza la fanno i dettagli: salita regolare, fondo misto, uscita dal bosco e ritorno verso il lago. Sono percorsi che danno soddisfazione perché non si limitano al panorama; ti chiedono anche un po’ di gamba.
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Se la logistica è la tua priorità
In un territorio di laghi la logistica conta quasi quanto il sentiero. I percorsi ad anello sono più comodi, quelli lineari funzionano bene solo se hai già risolto rientro, battello o spostamento di ritorno. Per questo, se vuoi evitare attriti inutili, scegli un loop quando parti con poco tempo e tieni i tratti lineari per i giorni in cui puoi permetterti una gestione più elastica.
Una volta definito il profilo giusto, il tema successivo diventa molto concreto: periodo dell’anno, zaino e ritmo della giornata.
Periodo migliore, zaino e logistica
Su questi percorsi la stagione cambia l’esperienza più di quanto si pensi. In primavera trovi colori e temperatura piacevole, ma dopo la pioggia i tratti in selciato e le mulattiere possono essere insidiosi; in estate il problema diventa il caldo e la gente sulle rive; in autunno, invece, si cammina spesso nel momento migliore dell’anno; in inverno il paesaggio è più vuoto, ma le giornate corte obbligano a selezionare bene il tracciato.
| Periodo | Cosa aspettarsi | Come mi comporterei |
|---|---|---|
| Primavera | Temperature buone, colori vivi, fondo talvolta umido | Scarpone leggero o trail con grip e attenzione ai tratti bagnati. |
| Estate | Giornate lunghe, ma calore e affollamento più presenti | Partenza presto, cappello, crema solare e almeno 1,5 litri d’acqua per una mezza giornata. |
| Autunno | Luce pulita, aria stabile, meno traffico sui sentieri | È il mio periodo preferito: porto sempre uno strato leggero in più e una traccia offline. |
| Inverno | Tratti freddi e ombrosi, tempo di luce ridotto | Scelgo anelli brevi, verifico il meteo e non do mai per scontato che il terreno sia asciutto. |
Nel mio zaino, per queste uscite, tengo quasi sempre scarpe con suola scolpita, una giacca leggera antivento, snack salati e una mappa offline o un file GPX. Se prevedo una camminata di 4 ore o più, l’acqua sale a 2 litri; sotto quel tempo, 1,5 litri mi sembrano il minimo sensato nelle giornate calde. E se scelgo un itinerario lineare, controllo orari di battello o mezzi pubblici il giorno prima, non all’ultimo minuto.
Con queste basi in testa si evitano quasi tutti gli scivoloni più comuni. Il problema, infatti, raramente è il lago: è l’aspettativa sbagliata con cui ci arrivi.
Gli errori che vedo più spesso sui sentieri di lago
Il primo errore è credere che ogni percorso lacustre sia piatto. In realtà molti dei tratti più belli passano sopra il bordo acqua, su colline moreniche o su vecchie vie di collegamento, e il dislivello compare quando ormai ti sembra di essere "quasi arrivato".
Il secondo errore è partire su un itinerario lineare senza aver pensato al rientro. Mergozzo è l’esempio più chiaro: se non sai già come tornare, il breve sentiero panoramico rischia di trasformarsi in una perdita di tempo. Lo stesso vale per i percorsi che vuoi abbinare a un battello: funziona bene, ma solo se hai già verificato gli orari.
Il terzo errore è cominciare troppo tardi in estate. Tra caldo, parcheggi più pieni e rientro nel pomeriggio, la giornata si appesantisce subito. Io, su itinerari di 3-5 ore, tendo a partire molto presto: così la luce è migliore, il ritmo è più regolare e i punti panoramici non sono ancora saturi.
Infine, non sottovaluto mai il fondo bagnato. Dopo la pioggia, selciati, gradini e mulattiere possono diventare più insidiosi del previsto: basta una suola liscia per trasformare una passeggiata semplice in una camminata prudente e nervosa. Qui non serve esagerare con l’equipaggiamento, ma serve scegliere scarpe adatte.
Quando elimino questi errori, la scelta finale diventa molto più lineare: resta solo da decidere quale uscita ha senso per il weekend che hai davvero davanti.
Il criterio che uso per chiudere la scelta senza ripensamenti
Se dovessi sintetizzarlo in una sola frase, direi così: un lago, un obiettivo, un solo livello di difficoltà da gestire. È il modo più pulito per non riempire la giornata di passaggi inutili e per godersi davvero il paesaggio.
Con due ore scarse sceglierei Orta o Piancavallo. Con una giornata intera e poche complicazioni andrei su Avigliana. Con voglia di qualcosa di breve ma molto ben disegnato, Mergozzo resta una scelta intelligente. Se invece vuoi un cammino che faccia sentire il passo e non solo il panorama, Monte Mesma o il Grand Tour dell’Orta sono due livelli più alti, ma ancora leggibili.È questo il motivo per cui, quando parlo di trekking tra i laghi piemontesi, non inseguo mai la quantità di chilometri: cerco il punto in cui acqua, bosco e quota si tengono in equilibrio. Se trovi quel punto, l’uscita funziona quasi sempre; se lo manchi, anche il lago più bello può sembrarti solo una cornice ben riuscita.