Lecco è uno dei pochi posti in cui in pochi chilometri passi dal lago a creste rocciose, boschi ombrosi e panorami aperti sulle Prealpi. Qui io distinguo sempre tra camminate facili, escursioni panoramiche e salite più impegnative, perché il territorio cambia davvero faccia da un versante all’altro. In questa guida trovi i percorsi più interessanti, come sceglierli in base al livello, cosa controllare prima di partire e quali attenzioni servono nel 2026.
Lecco premia chi sceglie il percorso giusto per livello e stagione
- Per un’uscita semplice funzionano bene il Sentiero Natura ai Piani d’Erna e gli anelli del Monte Barro.
- Per un trekking panoramico, il Sentiero del Viandante resta il nome più forte dell’area, ma va verificato tratto per tratto.
- Per chi cerca dislivello vero, Resegone e Grignetta offrono il salto di qualità più netto.
- La stagione conta molto: primavera e autunno sono le più equilibrate, estate favorisce le quote alte, inverno richiede prudenza.
- Nel 2026 conviene controllare sempre chiusure, manutenzioni e accessi prima di impostare l’escursione.
Come leggere davvero la rete di percorsi intorno a Lecco
Quando parlo di sentieri lecchesi, non penso a una sola zona ma a un piccolo sistema di ambienti diversi. C’è la fascia del lago, più dolce e lineare; ci sono le colline e i rilievi prealpini, dove il dislivello cresce senza diventare per forza estremo; e poi ci sono le montagne vere, con pareti, creste e tratti che richiedono passo sicuro. Questa varietà è il vero punto di forza dell’area, perché ti permette di scegliere una camminata in funzione di tempo, allenamento e meteo, non solo del nome del luogo.
Conta anche la geologia. Lecco è un territorio segnato da rocce calcaree, versanti ripidi e forme modellate dai ghiacciai: per questo alcuni itinerari regalano vedute molto verticali, mentre altri scorrono tra boschi, massi erratici e terrazze panoramiche più morbide. Io consiglio di leggere ogni uscita con questo criterio: non guardare solo i chilometri, ma chiederti che tipo di terreno stai affrontando e quanto “montagna” c’è davvero sotto i piedi.
Da qui nasce anche la differenza tra una passeggiata bella e una gita ben riuscita. Per scegliere bene, però, conviene entrare nel pratico e vedere quali percorsi meritano davvero attenzione.

I percorsi più utili da conoscere subito
Lecco Tourism descrive Piani d’Erna come una base molto comoda per camminate di livelli diversi, ed è un buon punto di partenza per chi vuole orientarsi senza complicarsi la vita. Qui sotto riassumo i tracciati che, per me, rendono meglio quando si cerca un primo contatto serio con l’area o una gita già ben strutturata.
| Itinerario | Perché sceglierlo | Difficoltà | Tempo indicativo |
|---|---|---|---|
| Sentiero Natura ai Piani d’Erna | Anello didattico, bosco, cartelli su flora e fauna, ottimo per famiglie | Facile | Circa 2 ore e mezza, 7 km circa |
| Monte Barro | Vista aperta, biodiversità, anelli ben distribuiti, buon equilibrio tra natura e interesse naturalistico | Facile-media | Mezza giornata |
| Piani Resinelli e salita alla Grignetta | Ambiente più alpino, panorama ampio, carattere tecnico e montano più marcato | Impegnativo | Mezza giornata abbondante o più |
| Piani d’Erna e Resegone | Il grande classico lecchese, con dislivello importante e forte soddisfazione panoramica | Impegnativo | Giornata intera |
Se devo dirti quali valgono davvero per capire il territorio, io partirei da questi quattro. Il Sentiero Natura è perfetto quando vuoi una camminata senza sorprese, il Monte Barro quando cerchi un itinerario più “intelligente” che atletico, la Grignetta quando vuoi salire di tono, e il Resegone quando non ti basta più una semplice uscita panoramica. Sono quattro modi diversi di leggere la stessa area, e questo è il bello di Lecco: non ti obbliga a una sola idea di escursione.
Da qui, il passo successivo è capire quale di questi percorsi ha senso per il tuo livello reale, non per quello che immagini di avere.
Come scegliere il sentiero giusto in base al tuo livello
Se vuoi un’uscita facile
Io punterei senza esitazioni al Sentiero Natura dei Piani d’Erna o agli anelli del Monte Barro. Nel primo caso hai un tracciato ad anello, leggibile e adatto anche a chi cammina con bambini o non vuole affrontare un dislivello pesante. Nel secondo caso il valore aggiunto sta nel mix tra bosco, vedute e interesse naturalistico: è una scelta più ricca di una semplice passeggiata, ma resta gestibile per molti escursionisti occasionali.
Se cerchi una mezza giornata panoramica
Qui il nome da tenere in considerazione è il Sentiero del Viandante. La parte lecchese del tracciato offre proprio quello che molti cercano: una camminata lunga ma non estrema, con viste continue sul lago e un ritmo da itinerario vero, non da passeggiata urbana. Se vuoi un’uscita che abbia il sapore del trekking ma senza salite troppo aggressive, è uno dei candidati migliori.
La traversata completa è articolata in più tappe: Lecco-Lierna 17,5 km, Lierna-Varenna 9 km, Varenna-Dervio 9,6 km, Dervio-Colico 13,5 km e Colico-Sorico 11,5 km. Questo significa una cosa molto semplice: puoi modularlo, scegliendo una sola giornata oppure più giorni, a seconda di quanto vuoi camminare davvero.
Se punti a un’uscita da montagna vera
Quando il livello sale, la Grignetta e il Resegone cambiano la percezione dell’escursione. Non sono più soltanto panorami: diventano percorsi con fatica, gestione del tempo e attenzione ai dettagli. La salita alla Grignetta dai Piani Resinelli, per esempio, è una classica escursione di carattere alpino per chi ha già un po’ di abitudine al dislivello. Il Resegone, invece, è la montagna simbolo di Lecco: più si sale, più si capisce perché questa zona abbia un’identità così forte per chi ama l’outdoor.
Se vuoi qualcosa di più tecnico ma ancora vicino alla città
Il gruppo San Martino-Medale-Coltignone è una buona risposta. Offre una montagna “a portata di mano”, con pendii ripidi e panorami che arrivano subito sopra il tessuto urbano. È il tipo di uscita che piace a chi non vuole spostarsi troppo ma cerca un’uscita vera, con un po’ di impegno e un ritorno visivo molto netto. Io lo vedo come il classico terreno di passaggio tra la camminata panoramica e l’escursione più solida.
Una volta scelto il livello, però, resta il punto che fa spesso la differenza tra una bella giornata e una giornata storta: la preparazione prima di partire.
Cosa controllare prima di partire
Le escursioni a Lecco sembrano spesso più semplici di quello che sono. La vicinanza tra lago e montagne inganna, perché il meteo può cambiare velocemente e il terreno può diventare scivoloso in pochi minuti. Per questo io controllo sempre almeno cinque cose.
- Meteo reale e non generico: vento, nuvolosità e possibilità di pioggia incidono molto di più in quota che in città.
- Dislivello effettivo: 7 km facili e 7 km con salita continua non hanno lo stesso peso fisico.
- Scarpe con suola vera: sulle mulattiere bagnate e sui tratti calcarei le scarpe da città sono una pessima idea.
- Acqua e strati leggeri: anche quando il giro sembra breve, la temperatura cambia molto tra fondovalle e versanti aperti.
- Tempo di rientro: in discesa si perde spesso più tempo di quanto si immagini, soprattutto se il terreno è instabile.
Io aggiungo sempre una mappa offline o un tracciato GPX, soprattutto se faccio sentieri meno battuti o se parto tardi. Non è paranoia: è semplice buon senso, perché nebbia, bivi nel bosco e segnaletica poco evidente possono rallentare anche chi ha esperienza. E se decidi di usare la funivia per i Piani d’Erna, controlla anche gli orari con anticipo: il piano migliore è quello che non ti lascia al rientro con l’ansia dell’ultimo giro.
Con queste verifiche in tasca, diventa più facile capire dove il territorio lecchese rende davvero meglio e in quale stagione conviene insistere di più.
Dove il paesaggio rende di più
Piani d’Erna e Resegone
Questa è la combinazione più immediata per chi vuole vedere Lecco dall’alto senza allontanarsi troppo dalla città. I Piani d’Erna funzionano bene quasi tutto l’anno, ma io li trovo particolarmente sensati d’estate, quando l’altitudine regala aria più fresca, e in inverno se c’è neve bassa ma il fondo è ancora gestibile. Il Resegone aggiunge il lato più severo e spettacolare del territorio: non è solo bello, è proprio riconoscibile.
Monte Barro
Il Monte Barro è il posto giusto quando vuoi un’escursione meno muscolare e più ricca di sfumature. Qui il paesaggio non vive solo di panorama, ma anche di biodiversità, storia e tracce di vecchi passaggi. È una montagna piccola solo sulla carta: in realtà è uno dei luoghi più intelligenti da visitare se ti interessa capire come natura e presenza umana si siano intrecciate nel tempo. E se ami la geologia, il contesto dei massi erratici e delle forme glaciali rende la zona ancora più interessante.
Piani Resinelli e Grignetta
Qui il linguaggio cambia. La quota sale, il paesaggio diventa più aperto e la montagna ha un carattere più netto, quasi severo. I Piani Resinelli sono una base ottima per escursioni e passeggiate, ma è la Grignetta che dà il tono all’area: pareti, creste, panorami molto ampi. È un posto che consiglio a chi vuole sentirsi davvero in montagna, non soltanto “in gita”.
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La sponda del lago
Quando vuoi camminare con meno fatica verticale e più continuità di paesaggio, il fronte lago resta imbattibile. È il motivo per cui il Sentiero del Viandante continua ad attirare così tanta attenzione: unisce paese, lago e mezza costa in un unico discorso. In primavera e in autunno, per me, è la scelta più equilibrata: temperature più buone, luce migliore e colori che fanno lavorare il percorso quasi da solo.
Questa varietà è una fortuna, ma nel 2026 richiede anche un po’ più di attenzione nella pianificazione, perché alcuni tratti non sono sempre affidabili come si vorrebbe.
Un dettaglio che nel 2026 cambia la pianificazione
Le Vie del Viandante segnala che il tratto Lecco-Abbadia Lariana del Sentiero del Viandante risulta chiuso al transito pedonale fino a nuovo avviso nella zona di San Martino. È il classico aggiornamento che fa la differenza tra un itinerario ben impostato e una partenza che si blocca appena fuori città. Io, se costruisco una gita oggi, non do mai per scontato che il segmento più vicino a Lecco sia percorribile: prima verifico lo stato attuale del tratto e poi decido se impostare la camminata lì oppure spostarmi su un’alternativa più stabile.
In pratica, se vuoi andare sul sicuro, conviene avere sempre un piano B: Monte Barro per una mezza giornata con interesse naturalistico, Piani d’Erna per un’uscita panoramica più comoda, oppure un tratto diverso del Viandante se l’obiettivo è restare sul lago. È una piccola abitudine che evita delusioni e ti fa usare meglio il territorio.
Se dovessi riassumere tutto in una sola idea, direi questo: a Lecco non serve cercare il sentiero “più famoso”, ma quello più giusto per il tuo tempo, la tua gamba e la stagione. È lì che l’escursione smette di essere una semplice passeggiata e diventa una giornata davvero ben spesa.